Progetto "VENIERO"
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La colonna sonora |
| La colonna sonora |
| Silence o, meglio, Calogero Villareale, l’ho conosciuto per caso così come avvenuto con tanti altri musicisti. Ma con lui, come con pochissimi altri, è nato un rapporto assolutamente diverso da quello che può rimanere tra artista e giornalista.Al di là del valore professionale, a volte scatta un feeling decisamente più umano legato ad alchimie segrete che fanno parte di noi.Calogero o, meglio ancora, Lillo, si è presentato come compositore in maniera semplice, educata, senza pretese.La nostra amicizia è nata per fini “professionali”. Mi ha inviato del materiale. L’ho ascoltato, mi è piaciuto. L’ho recensito.Nel corso degli anni, mi sono passati davanti decine e decine di dischi, di cd, di demotape. Molti, quasi tutti, lo ammetto, li ho ascoltati. Pochi, anzi pochissimi, mi sono rimasti dentro le orecchie. Qualcuno (si possono contare sulle dita di una sola mano) mi ha colpito al cuore. Qualche scommessa l’ho vinta. Mi sono preso parecchi “vaffa”: il più delle volte avrei preferito sbagliarmi ma, purtroppo, ho avuto ragione io. Silence nasce come compositore di musica elettronica. La sua musica, e lui non lo nasconde, trae linfa vitale dalle esperienze d’ascolto di Jarre, di Vangelis, dei Kraftwerk. Quando abbiamo cominciato a lavorare alla realizzazione dei primi due documentari della serie “Relitti di Sicilia”, cercavamo una musica che non fosse scontata ma che, allo stesso tempo, potesse colpire positivamente lo spettatore al di là delle parole e delle immagini. Siamo andati a colpo sicuro. Abbiamo pensato, forse senza metterci dentro troppa fantasia, che la musica degli Agricantus era quella ideale. Volevamo che il prodotto portasse una firma integralmente siciliana, dal lavoro subacqueo alla realizzazione finale del prodotto. Gli Agricantus li conosco fin dagli esordi della loro carriera, quando giravano le scuole per fare conoscere ai ragazzi (lo ero anch’io) le tradizioni musicali della nostra terra, i misteri di strumenti tanto desueti quanto affascinanti. Ecco fatto.Nel frattempo, stavamo già progettando la missione sul sommergibile Sebastiano Veniero. Questo lavoro-passione mi ha assorbito per quasi un anno durante il quale abbiamo programmato tutto il lavoro, dalle immersioni alla realizzazione del documentario. Riunioni, telefonate, interviste, missioni, incazzature, ricerche. I miei racconti di quello che stavamo andando a fare e che, dopo, abbiamo fatto, ha colpito alcuni miei amici e conoscenti che hanno letto nei miei occhi e hanno decifrato dalle mie parole, che quella del “Veniero”, più che un’operazione, per me e i miei compagni d’avventura, sarebbe stata una missione.Lillo è uno di questi. Si è fatto venire l’idea di scrivere una colonna sonora originale per questo lavoro. Mi ha chiesto del materiale al quale ispirarsi, al di là di quanto gli avevo raccontato una sera. Non avevo niente da mandargli. Ha letto esclusivamente il reportage della prima parte della missione, in un freddo gennaio del 2005. Ha composto sei brani che sembravano nati dalla mente e dalle mani di una persona che, in quei giorni di estasi e tormento, era con noi. La prima volta abbiamo ascoltato quella musica a casa mia. Sono rimasto senza parole. Mi ha trasmesso le stesse emozioni che abbiamo provato immergendoci sul “Veniero”, ascoltando i racconti di chi aveva qualcosa da dire. Ho riassaportato i ricordi dal gusto salmastro di serate trascorse al freddo vento di Porto Palo nella speranza che, l’indomani, il tempo fosse più clemente e il mare ci permettesse di raggiungere il sommergibile.Che altro dire. Lillo è un compositore che “pensa profondo”. Proprio come i membri dell’Ultradive Explorer Team. Leonardo Lodato |