Progetto "VENIERO"

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Una lacrima in fondo al mare

Una lacrima in fondo al mare.

AUGUSTA. Soffia il vento sulla base militare di Augusta. Il capitano Francesco Maugeri, capo ufficio stampa del Cmma Sicilia, ci accompagna nell’ufficio dell’ammiraglio di divisione, il comandante militare marittimo autonomo in Sicilia, Armando Molaschi. Nessuno meglio di lui, può parlarci del Veniero. Lui che è un sommergibilista.

Augusta e Taranto – racconta - in passato sono state le basi principali dei sommergibilisti. Il ricordo di quanto avvenuto 80 anni fa, nell’agosto del 25, riporta alla memoria il fatto che in quel periodo i sommergibilisti erano visti come avventurieri. Sono stati gli eventi successivi a far capire l’immergibile che ne rappresenta la bara. Considerare il mare, l’oceano nella sua grandezza, la bara di quanti sono caduti in mare, è stato sempre un richiamo quasi poetico, filosofico. Ritengo che la decisione sia stata presa in questi termini. Cioè, lasciare tranquilli quei marinai. All’inizio, probabilmente, c’è stata anche l’incertezza del rischio di come sommergibile è testimonianza di un sacrificio che i giovani devono conoscere. Ricordare è importante per costruire il nostro stesso futuro.

Come mai non si è pensato di recuperare il relitto o, perlomeno, i corpi dei marinai?

Anche se parliamo di morte, è bello pensare che tutto l’equipaggio rimanga in fondo al mare in questo somportanza del lavoro svolto da quelle persone. Per chi opera nella Sicilia orientale, il Veniero è testimonianza del ruolo che l’uomo di mare ha sempre avuto a bordo di tutte le navi, militari, mercantili, pescherecci, e dei rischi che il mare comporta.

Come viene vissuta la presenza, dentro quel relitto, delle 48 vittime dell’affondamento?

Sapere che ci sono 48 morti in questo effettuare il recupero. Lasciare le cose come erano è stata una decisione che forse gli stessi familiari hanno condiviso per avere un ricordo comune di quello che è il luogo dove il loro cari sono morti. Ecco perchè, quando si getta una corona in mare si pensa indistintamente a tutti coloro che hanno perso la vita navigando nelle acque di tutto il mondo.

Leonardo Lodato